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Economia, StartUp e Fintech

Pagopa, app io e operazione cashback: la digitalizzazione della pubblica amministrazione

Da quasi un anno a questa parte il Covid-19 ha messo in seria difficoltà i motori dello stato italiano, portando alla luce i complessi e vetusti meccanismi che sono alla base del nostro sistema sociale, sanitario ed economico. In primo luogo la lentezza e complessità della macchina burocratica ha reso ancora più ardua la gestione della pandemia e la guida di un paese con cui è difficile comunicare a causa della scarsa digitalizzazione.

Il nostro paese è da anni caratterizzato da una inclinazione negativa al cambiamento digitale, considerato un elemento “estraneo” e difficilmente inseribile nel sistema produttivo e organizzativo statale. Da qualche anno a questa parte il Governo sta mettendo in atto manovre e riforme per permettere ai sistemi digitali di affiancarsi a quelli già presenti nelle macchine statali.

Nel 2019 abbiamo assistito alla nascita di pagoPA, società nata in seguito al Decreto Legge “Semplificazioni”. La piattaforma PagoPA ha aperto la strada alla fruizione dei servizi statali online, portando così ad una prima semplificazione e digitalizzazione dei sistemi della pubblica amministrazione.

Nel mese di aprile 2020 è stata poi creata dalla Agenzia delle Entrate l’App “IO” che propone diversi servizi online sulla scia della piattaforma “pagoPA” a cui questa è integrata. Entrambe le piattaforme rappresentano una finestra di comunicazione semplice e agevole tra il mondo della pubblica amministrazione e i cittadini che si registrano. Con l’applicazione “pagoPA” gli iscritti hanno modo di effettuare una serie di pagamenti tra cui multe, bolli e tributi che si possono concludere in modo sicuro e veloce tramite la nuova app “IO”.

Oltre agli avvisi di pagamento, l’App IO mette a disposizione tantissime prestazioni:

  • consente di ricevere messaggi da un ente;
  • essere costantemente al corrente di tutte le scadenze che sono ancora da effettuare;
  • conservare in modo digitale i propri dati personali.

Dal primo luglio al 31 dicembre 2020 è ad esempio possibile richiedere tramite l’app il Bonus Vacanze messo a disposizione dal Governo a seguito del “Decreto Rilancio”.

L’operazione Cashback rappresenta l’ultima e più innovativa novità dell’app “IO” resa accessibile dall’8 dicembre 2020. L’idea alla base dell’iniziativa è quella di incentivare i cittadini ad effettuare pagamenti cashless attraverso la restituzione di una percentuale di denaro speso. Il Governo propone così una strada alternativa per contrastare l’evasione fiscale nel nostro paese attraverso strumenti digitali e il coinvolgimento diretto e attivo degli iscritti: costoro vengono infatti “premiati” mediante la restituzione di una somma di denaro, se scelgono di pagare le loro spese con carte o applicazioni online al posto del denaro contante (ad esempio Satispay). Per usufruire di questo servizio gli acquisti devono essere effettuati in negozi fisici, non vengono considerate transazioni riguardanti le spese online. Una iniziativa certamente condivisibile e apprezzabile se mirata a salvaguardare l’identità di un negozio fisico, in un’epoca in cui l’e-commerce sta diventando lo strumento principale per fare acquisti a discapito delle PMI deI nostro paese.

Il Cashback è partito in due fasi

Il Cashback natalizio è in vigore dall’8 al 31 dicembre 2020 con lo scopo di incentivare le compere in vista delle festività natalizie. Per “sbloccare” il Cashback è necessario effettuare dieci transazioni. In questo modo ad ogni operazione, a partire dalla prima effettuata, sarà rimborsato un importo del 10% della spesa sostenuta fino a un massimo di 1500 euro e quindi una restituzione di massimo 150 euro.

Ci sarà poi una seconda fase del Cashback il 1gennaio 2021.

I rimborsi degli acquisti saranno semestrali per un massimo di 150 euro a semestre e un totale di 300 euro l’anno. È necessario che vengano effettuati almeno 50 pagamenti cashless a semestre. La restituzione avverrà alla scadenza del semestre tra i 30 e 60 giorni.

Per premiare i consumatori che effettuano il maggior numero di pagamenti cashless, è stato istituito anche un Super Cashback ovvero un cashback aggiuntivo sempre di durata semestrale a cui hanno diritto di partecipare i primi 100.000 registrati che hanno effettuato il maggior numero di transazioni nell’arco dei sei mesi.

Per il momento sono programmati 3 semestri in cui sarà possibile usufruire del servizio Cashback.

La piattaforma è in costante crescita ed evoluzione in un’ottica di ampliamento dei servizi al fine di rendere più snella la macchina burocratica del nostro paese.

L’app “IO” e il servizio Cashback ci mostrano un paese finalmente volenteroso nel voler perseguire una strada verso il mondo della digitalizzazione e della tecnologia in un’ottica di continua trasformazione ed evoluzione. Quale sarà ora il prossimo passo?

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L’Unione Europea e l’Italia verso un’economia più verde

L’11 dicembre 2019 presso la sua sede a Bruxelles la Commissione europea ha presentato agli Stati membri l’European Green Deal, un progetto che ha lo scopo di portare tutti i Paesi membri verso un’economia più sostenibile e con impatto climatico zero.

Con tale programma l’Ue intende raggiungere due obiettivi: ridurre le emissioni di gas a effetto serra del 55% rispetto ai livelli del 1990 entro 2030 e quello più ambizioso di raggiungere la neutralità climatica entro il 2050.

In base a quanto riportato sul sito ufficiale della Commissione europea, “per conseguire questi obiettivi sarà necessaria l’azione di tutti i settori della nostra economia”, tra cui:

  • Decarbonizzare il settore energetico
  • Sostenere l’innovazione dell’industria europea, che utilizza solo il 12% dei materiali riciclati
  • Garantire una maggiore efficienza energetica degli edifici, incentivandone la ristrutturazione;
  • Introdurre forme di trasporto pubblico e privato più pulite, più economiche e più sane
  • Investire in tecnologie rispettose dell’ambiente.

Per realizzare gli obiettivi il 14 gennaio 2020 è stato presentato il Piano di investimenti per l’Europa sostenibile, che prevede la mobilitazione nel prossimo decennio di investimenti pubblici e privati per almeno 1000 miliardi di euro.

Questi investimenti son destinati a tutti i Paesi membri, per rendere l’economia più rispettosa dell’ambiente.

Il new Green Deal italiano

Anche il nostro Paese si sta mobilitando per creare un’economia più sostenibile e solidale con l’ambiente, in linea con quanto previsto dall’Unione europea.

Il 13 dicembre 2019 è stato convertito in legge il Decreto Clima, considerato dal Ministro dell’Ambiente Sergio Costa come “il primo atto normativo del governo italiano che inaugura il New Green Deal.

Le principali misure adottate sono: il bonus mobilità per i cittadini dei comuni interessati dalle procedure di infrazione europea per la qualità dell’aria, che potranno essere utilizzati in 3 anni per l’acquisto di abbonamenti per il trasporto pubblico o di biciclette; l’avvio di un programma sperimentale per la forestazione delle città metropolitane; il riconoscimento di 5 mila euro di contributi a fondo perduto per i commercianti che nei loro negozi creeranno dei green corner, angoli per la vendita di prodotti sfusi o alla spina, alimentari o per l’igiene personale.

La legge di bilancio 2020

Inoltre, il governo ha anche dedicato una parte della Legge di bilancio 2020 alla realizzazione del New Green Deal italiano.

L’istituzione di un fondo per investimenti pubblici

È stato anzitutto prevista la creazione di un Fondo per la crescita sostenibile a cui saranno assegnati oltre 4,2 miliardi di euro che saranno ripartiti tra gli anni 2020 e 2023, e che sarà finanziato con i proventi della messa in vendita delle quote di emissione di CO2. Questo fondo sarà utilizzato per “sostenere programmi di investimento e operazioni finalizzate a realizzare progetti economicamente sostenibili che abbiano come obiettivo la decarbonizzazione dell’economia, l’economia circolare, il supporto all’imprenditoria giovanile e femminile, la riduzione dell’uso della plastica e la sostituzione della plastica con materiali alternativi, la rigenerazione urbana, il turismo sostenibile, e in generale programmi di investimento e progetti a carattere innovativo e ad elevata sostenibilità ambientale e che tengano conto degli impatti sociali.”

Efficientamento energetico dei condomini

Nell’ambito del Fondo di garanzia per la prima casa è stata istituita una sezione speciale per la concessione di garanzie, nella misura massima del 50% della quota capitale, ai condomini per la loro ristrutturazione finalizzata all’aumento dell’efficienza energetica.

Green bond

È prevista la possibilità di emettere dei titoli di Stato cosiddetti “green” per finanziare gli investimenti orientati a contrastare i cambiamenti climatici, alla riconversione energetica, all’economia circolare e alla protezione dell’ambiente.

Plastic tax

Viene istituita la Plastic tax, l’imposta sul consumo di manufatti in plastica con singolo impiego che hanno funzione di contenimento, protezione o consegna di merci e prodotti alimentari.

Ecobonus

Vengono confermati il bonus per la ristrutturazione con detrazione fiscale del 50% e l’ecobonus per la riqualificazione energetica degli edifici e degli appartamenti con detrazione fiscale fino al 65%.

Questi sono solo i primi provvedimenti messi in campo dall’Italia e dall’Unione europea per ridurre l’inquinamento nelle città e creare una economia con un minor impatto ambientale, ma se vogliamo combattere il cambiamento climatico ormai già in atto dobbiamo continuare su questa strada.

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Hyperloop: viaggiare verso il futuro

Il treno super veloce di Richard Branson, il Virgin Hyperloop, ha sperimentato con successo il suo primo viaggio con passeggeri a bordo: il test è stato svolto l’8 novembre nel sito di prova di Las Vegas, nel deserto del Nevada, luogo in cui la compagnia aveva già concluso in passato ben 400 prove, senza però il coinvolgimento di esseri umani all’interno dell’Hyperloop.

I primi due passeggeri scelti per effettuare il test di sicurezza, Josh Giegel, Chief Technology Officer, e Sara Luchian, direttrice per la “passenger experience”, hanno avuto l’opportunità di constatare l’efficienza di questo nuovo veicolo: comodamente seduti all’interno della capsula, sono stati lanciati lungo un tubo di 500 metri e, raggiungendo la velocità di 172 chilometri orari, l’hanno percorso in soli 15 secondi.

L’esperienza è stata descritta da uno dei due fortunati passeggeri come l’opportunità di aver visto la storia compiuta davanti ai propri occhi.

Che cos’è un Hyperloop?

Si tratta di un mezzo di trasporto innovativo e molto veloce costituito da una capsula, il cui funzionamento prevede che quest’ultima, sfruttando un sistema di propulsione elettrica e levitazione magnetica, venga lanciata a vuoto all’interno di un tubo a bassa pressione.

Le produzioni future prevedono che questi mezzi di trasporto raggiungano velocità di almeno 965 chilometri orari.

L’obiettivo dei creatori degli Hyperloop consiste nella realizzazione di mezzi di trasporto affidabili ed efficienti per lo spostamento di persone e merci in grado di coprire lunghe distanze in brevissimo tempo, utilizzando solamente tecnologie sostenibili.

I passeggeri del test hanno viaggiato all’interno del nuovo XP-2 Veihicle, il quale presenta le caratteristiche che avranno gli Hyperloop prodotti in futuro dalla compagnia: essi saranno provvisti di morbidi e comodi sedili e piccole finestre, saranno molto silenziosi, avranno sistemi di sicurezza affidabili e un sistema di controllo all’avanguardia in grado di innescare rapidamente risposte appropriate in caso di emergenza.

In questa occasione la capsula utilizzata comprendeva posti per due soli passeggeri, ma la produzione futura prevede che il veicolo finale sia molto più grande, provvisto di almeno 28 posti a sedere.

Per quale motivo dovremmo affidarci ad Hyperloop?

Questa nuova forma di trasporto ha numerose qualità che la distinguono dai consueti mezzi ai quali siamo abituati oggi.

È infatti: più veloce, più sicura, più conveniente dal punto di vista economico e più comoda per gli stessi passeggeri.

Inoltre, secondo quanto affermato dalla compagnia, è particolarmente efficiente: Hyperloop sarebbe in grado di viaggiare alla velocità di un aircraft ma consumando molta meno energia rispetto ad esso.

La velocità che questi nuovi veicoli potranno raggiungere sarà pari a quella di un jet commerciale e ben quattro volte maggiore rispetto a un treno ad alta velocità.

Utilizzando questi mezzi di trasporto sarebbe possibile percorrere distanze come, per esempio, il tratto New York-Washington in soli 30 minuti!


Il successo che ha riscontrato il recente test effettuato dalla compagnia è stato molto incoraggiante per i creatori di Virgin Hyperloop, tanto che hanno deciso di accelerare il processo di concretizzazione del progetto in modo tale da renderlo realizzabile non in decenni, ma in pochissimi anni: sono infatti intenzionati a ottenere le autorizzazioni necessarie già nel 2025.

La tecnologia è in continua evoluzione e in questo specifico caso è pronta per un’importante e rapida svolta. Saremo in grado di adattarci ai sempre più immediati cambiamenti tecnologici in maniera altrettanto rapida?

Il portellone interno di Hyperloop
Hyperloop visto dall’esterno
Il tunnel utilizzato per il test
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Childfood: un esempio di Crowdfunding.

Nelle settimane scorse vi abbiamo parlato del Crowdfunding: il viaggio continua con una piccola carrellata dei progetti più curiosi sulla Rete.

Il primo che vi presentiamo è Childfood, un libro di cucina per bambini di età indicativa tra 5 e i 13 anni,  ideato da Luca Scarcella, classe ’89, giornalista investigativo e appassionato di innovazione e digitale.

Il libro contiene 23 ricette proposte da grandi chef celebri in tutto il mondo che hanno messo a disposizione la loro arte culinaria  per il progetto. Per citarne alcuni, l’italiano Massimo Bottura, l’indiano Gaggan Anand, il russo Vladimir Mukhin, la francese Dominique Crenn, l’argentino Francis Mallmann e il peruviano Virgilio Martinez.

Childfood, oltre a contenere le ricette e le storie sull’origine delle materie prime più usate in cucina, presenta illustrazioni  e disegni basate sulle storie  da completare e colorare.  Gli artisti che hanno contribuito alla realizzazione dei contenuti illustravi sono Pascal Campion  che ha lavorato per realtà come Dreamworks, Disney e Warner  Bros, e Nikkolas Smith diventato noto per il ritratto commemorativo di George Floyd.

Il progetto è in questo momento disponibile sulla piattaforma di crowdfunding Kickstarter. La campagna, partita il 16 Giugno scorso alle 14.30, dopo pochi minuti  è stata inserita nella home page come “Project we love”(Il progetto che amiamo) per l’innovatività che esso presuppone.

Abbiamo contattato Luca Scarcella in esclusiva per iWrite che ci ha raccontato: “È una cosa che mi riempie di orgoglio. Questo riconoscimento spetta ai prodotti più innovativi e ritenuti interessanti”.

Childfood rappresenta uno strumento di educazione e divertimento grazie anche alla possibilità per i bambini creare una serie di ricordi positivi con i genitori e con i fratelli in cucina.

Ma  Childfood sarà un progetto che supporterà due cause benefiche –racconta Luca– grazie alla partnership con Charity:Water , no-profit leader mondiale in progetti di purificazione dell’acqua, ogni 5 libri venduti, verrà portata acqua pulita ad un bambino in più.”

Non solo: “Il progetto supporta anche un’altra grande causa benefica grazie alla collaborazione con Share the Meal, progetto del World Food Program. Tramite la scannerizzazione di un QRCode presente nel libro sarà possibile unirsi al team di Coolinary Explorers e donare 40 centesimi per sfamare un bimbo in una sola giornata”.

Insomma, un’idea creativa, che declina molto bene un trending topic come il food, e ha anche degli effetti positivi sulla collettività.

Il crowdfunding che ci piace… In attesa del prossimo progetto!

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I 4 modi di fare crowdfunding

Negli ultimi anni sta prendendo piede un nuovo metodo di finanziamento, che si sta affiancando agli istituti di credito, alle Pubbliche Amministrazioni e agli enti locali, che  da sempre considerati  punti di riferimento per le concessioni di capitali, il cosiddetto crowdfunding.

Il crowdfunding (parola che nasce dall’unione dei termini “crowd“, folla, e  “funding”, finanziamento), costituisce un metodo alternativo di ricezione di fondi: potremo dire essere una sorta di “finanziamento dal basso” o “finanziamento della folla”.

In pratica, tutto si basa sul concetto di capitale sociale: a prestare i capitali non sono più le banche o le imprese, ma i singoli risparmiatori che si uniscono riuscendo a diventare una fonte di capitale.

Ma a chi vengono prestati i capitali?

Semplice: a chi ha un’idea e vuole svilupparla (sì, stiamo parlando delle startup).

Cosa si può finanziare? Tutto: da un servizio a un prodotto. L’aspirante imprenditore definisce una cifra che gli serve, la propone alla folla e se raggiunge il traguardo realizza la sua idea.

Per diventare di massa, il Crowdfunding ha dovuto far proprie alcune meccaniche virali tipiche del web: non per nulla, è stato attraverso la Rete che il finanziamento dal basso ha permesso a moltissimi aspiranti imprenditori di realizzare la propria impresa.

Oggi sono moltissime le piattaforme online dedicate al Crowdfunding (le più famose sono Kickstarter e Mamacrowd) ovviamente regolate dagli organismi di controllo che tutelano chi vuole investire denaro e chi è in cerca di capitali per rendere realtà il proprio progetto.

Per richiedere liquidità tramite il finanziamento collettivo i crowdfunders -coloro che fanno crowdfunding-devono  creare  una pagina personale in una delle  piattaforme online attraverso cui possono presentare  il proprio progetto ai potenziali finanziatori che decidono se avviare il finanziamento oppure declinare. Naturalmente, prima che i crowdfunders presentino il progetto alla folla, le piattaforme valutano le campagne proposte prima di poterle inserire nel sistema.

Un aspetto da sottolineare è che non esiste un solo modo di fare Crowdfunding: anzi, a dirla tutta ci sono quattro diversi modelli che sono applicabili.

  1. DONATION BASED CROWDFUNDING:  com’è intuibile dal nome, questo modello di Crowdfunding si basa su un principio di solidarietà. Infatti, la forza motrice che permette agli investitori di erogare liquidità secondo questo approccio è riflessa nella volontà di sposare valori etici e morali che vengono presupposti dai progetti presentati dai crowdfunders. In altre parole, considerata la natura solidale del modello, i finanziatori donano  il proprio denaro senza  fini speculativi e senza ottenere una ricompensa in cambio. Per definizione, il crowdfunding che  si basa sulle donazioni viene adottato perlopiù da aziende no profit, da associazioni benefiche o volontariato e da ONG. Per fare un esempio, nel 2017 il comitato di Susa regalò alcuni defibrillatori con una campagna di donation based crowdfunding.
  2. REWARD BASED CROWDFUNDING:  è uno dei più popolari e ha come principio la ricompensa. I donatori  erogano somme di denaro e in proporzione all’entità del finanziamento stesso ricevono una ricompensa che però ha un valore simbolico e non finanziario. Anche in questo caso, è la condivisione dell’ideale e degli scopi le determinanti di questo modello. Kickstarter e Indiegogo sono le piattaforme dove è più semplice trovare questo tipo di progetti.
  3. LENDING BASED CROWDFUNDING: il modello lending, come da definizione, prevede l’impiego di prestiti e interessi scambiabili tra privati. Questa tipologia di crowdfunding permette ai privati di prestare capitale ad altri privati o aziende che, dopo un lasso temporale,  è prevista la restituzione del prestito maggiorato di un tasso di interesse. In Italia, queste piattaforme devono essere autorizzate da Banca d’Italia.
  4. EQUITY BASED CROWDFUNDING:  è la forma di crowdfunding che più si avvicina al concetto di investimento. Attraverso l’immissione di capitale nel progetto, ci si assicura il diritto ad avere una quota nell’azienda che nascerà in caso di raggiungimento dell’obiettivo. Chiaro che ci assumerà così anche i rischi (ma si avrà diritto a eventuali dividendi). Nel caso di aziende non quotate è possibile partecipare al progetto in regime di crowdfunding solo se i  progetti, prima di essere effettivamente lanciati, risultino essere autorizzati dalla Consob.

Il viaggio di iWrite nel mondo del crowdfunding è appena cominciato: nelle prossime puntate faremo un’esplorazione di alcuni progetti che la redazione riterrà interessanti e curiosi, cercando di spaziare fra i quattro modelli che abbiamo presentato.

Volete unirvi a noi?

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Il turismo in Italia nel post-Covid? Un settore da ricostruire

Durante l’emergenza sanitaria che stiamo vivendo la salute ed il contenimento dei contagi rappresentano una priorità assoluta. Allo stesso tempo, inizia a diventare sempre più pressante l’allarme sulle conseguenze del Coronavirus sull’economia italiana, con strascichi che in tutti i settori potrebbero presentare i propri effetti per anni.

Fra i più colpiti, c’è ovviamente il turismo, che rappresenta il 13% del Pil nazionale con un giro d’affari di 232,2 miliardi di euro.

In termini di flussi, nel 2019 l’Italia si è collocata al quarto posto per numero di presenze di clienti negli esercizi ricettivi (misurate in termini di notti spese nelle strutture), preceduta dai suoi storici competitor, Spagna, Francia e Germania, e davanti al Regno Unito. Le presenze nei primi 5 Stati rappresentano quasi il 70% di quelle complessive dell’Unione Europea, che ne conta più di 3,2 miliardi in crescita costante dal 2010 (+2,4% rispetto al 2018).

I primi effetti sono già stati evidenti a febbraio con lo stato iniziale dell’epidemia, ma in molti Paesi, già inizi di marzo -con il picco ancora da raggiungere- si è giunti al sostanziale azzeramento dell’attività, dovuta principalmente ai provvedimenti generalizzati di distanziamento sociale.

Secondo una stima del World Travel & Tourism Council (WTTC) sarebbero a rischio circa 50 milioni di posti di lavoro in tutto il mondo. (In Italia? ndr)

Le sue previsioni per l’impatto del Coronavirus quest’anno stimano le perdite del settore nell’ordine del 25%, ossia l’equivalente di tre mesi di viaggi persi. Un dato che potrebbe tradursi in un calo dell’occupazione calcolato fra il 12% e il 14%.

Considerando più nel dettaglio i mercati esteri di riferimento, l’Italia dipende in gran parte dall’Europa, da cui proviene il 79% di tutte le presenze straniere. Ovviamente, per il turismo italiano i periodi più “caldi” sono quelli del trimestre estivo (giugno-agosto), in cui complessivamente si concentra circa il 50% delle presenze totali limitatamente all’anno.

La stima delle eventuali conseguenze di un prolungata emergenza da Coronavirus per il nostro Paese potrebbe generare perdite devastanti, con un calo di 971 mila arrivi e oltre 3 milioni di presenze e con una contrazione della spesa turistica pari a circa 955 milioni di euro rispetto all’anno di riferimento individuato.

La situazione sarebbe particolarmente grave in quattro le regioni, i cui sistemi turistici sarebbero maggiormente bersagliati: Toscana, Lazio, Veneto e Lombardia con quest’ultima ad essere maggiormente esposta dagli effetti della pandemia: il calo si assesta per l’epicentro della crisi con una contrazione di 673 mila arrivi, un meno 1,6 milioni di presenze e con una riduzione del gettito pari a circa 685 milioni di euro.

Da evidenziare anche i crolli sull’andamento in Trentino Alto Adige (-458 mila arrivi; -2,1 milioni di presenze; -233 milioni di euro di spesa turistica), per l’Emilia Romagna (-246 mila arrivi; -666 mila di presenze; -253 milioni di euro di spesa turistica).

Seguono sulla stessa scia Calabria (-18 mila arrivi, -111 mila di presenze, -12,6 milioni di euro di spesa turistica) e Abruzzo (-10 mila arrivi, -42 mila di presenze, -7,7 milioni di euro di spesa turistica).

Altro indicatore prezioso per avere una misura della crisi è il trasporto aereo, settore chiave per il nostro turismo in particolare per l’incoming di lungo raggio. Secondo i dati di Eurocontrol, l’organizzazione paneuropea che si occupa di servizi per l’aviazione, nella quattordicesima settimana dell’anno (dal 30 marzo al 5 aprile) il traffico totale nel nostro Paese, rispetto allo stesso periodo del 2019, ha avuto un calo del 93% segnando tra le peggiori performance del Vecchio Continente.

Con la durata prolungata dell’emergenza, il fatturato della filiera turismo-trasporti subirebbe un vero e proprio crollo, con perdite del 41,5% nel 2020 (contro il 17,8% dell’economia italiana) e un rimbalzo del 42,2% nell’anno successivo che comporterebbe comunque perdite complessive dei ricavi per 64 miliardi di euro (43 miliardi nel 2020 e 21 miliardi nel 2021).

Rispetto invece alla filiera ricettiva, gli alberghi risultano il settore più colpito con cali nel 2020 nell’ordine del 37,5% nello scenario base e del 73,3% nello scenario pessimistico, con perdite complessive nei rispettivi scenari di 6 e 13 miliardi. A seguire figurano le agenzie di viaggio e la ristorazione, con contrazioni previste per il prossimo biennio che vanno dai 5 agli 10 miliardi di euro, l’autonoleggio (dai 2 ai 6 miliardi) e i trasporti marittimi (dai 2 ai 5 miliardi).

Il turismo, insomma, sarà certamente uno dei settori su cui sarà necessario intervenire con più forza: per certi versi, una vera e propria ricostruzione.

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